Formare sillogismi, concatenare paragrafi
Scritto nel marzo 2005.
In un racconto dal titolo La ricerca di Averroé, Abulgualid Mohammed Ibn-Ahmed Ibn-Mohammed Ibn-Rushd, - Averroé, appunto - viene descritto da Jorge Luis Borges impegnato nella stesura dell’undicesimo capitolo dell’opera Tahafut-ul-Tahafut [Distruzione della distruzione].
Averroè “scriveva con lenta sicurezza, da destra a sinistra: l’esercizio di formare sillogismi e di concatenare vasti paragrafi non gli impediva di sentire con benessere la fresca e spaziosa casa che o circondava. Il meriggio risuonava del roco tubare di amorose colombe; da un patio invisibile si levava il rumore d’una fontana; qualcosa nella carne di Averroé, i cui antenati venivano dai deserti dell’Arabia, era grato al fluire dell’acqua.”
Ho letto questo racconto la prima volta parecchi anni fa. Mi prestò il libro Orietta, fresca fidanzata di Giovanni, amico col quale ho diviso per sei anni una camera in affitto. Leggi il resto di questo articolo »