Ago 20
Scrive Girolamo Grammatico in un commento al post intitolato “Tentativo di descrizione di una tendenza in atto nella narrativa italiana, ovvero come liberarsi dell’inutile categoria dell’autofiction“, proposto da Giulio Mozzi nel suo blog:
“… io credo che siamo ancora troppo ancorati al pensiero dualistico in un’era in cui la logica fuzzy dovrebbe essere più pervasiva se desideriamo far fare una salto quantico alle arti di questo paese.“
Se devo essere onesto, io, prima di leggere il post di Mozzi nemmeno lo sapevo che esistesse l’autofiction (termine il cui significato, se masticate un po’ di francese, trovate qui). Men che meno conoscevo l’esistenza della logica fuzzy, che, diciamo, mi sento di poter riassumere così: non tutte le cose sono completamente vere o completamente false, ma molte sono relativamente vere (e, quindi, relativamente false).
Cosa che, con mia grande sorpresa, corrisponde esattamente alla prima cosa che si impara quando si viene assunti in un ente pubblico. Dalle mie parti, di un atto scritto secondo logica fuzzy si dice che è scritto “cu ‘u ‘ntras’ e nesc” (con “l’entra ed esci”, alla lettera, come dire: affermare una cosa e contemporaneamente dire sì, però, va be’, bisogna vedere, potrebbe pure essere che no).
Insomma, mi sono scoperto fuzzy e non lo sapevo.
Feb 16
Angelo Varsaica ha inserito un commento al post dedicato a Umberto Domina. L’anno scorso, durante una manifestazione dedicata allo scrittore e umorista ennese, ho avuto modo di constatare con quale affetto egli sia ricordato da quanti lo hanno conosciuto. Affetto che ritrovo anche nel commento di Angelo Varsaica, a testimonianza di come Domina, oltre a essere stato uno scrittore di valore, abbia saputo anche farsi amare.
Anch’io sono nato nel 1922 come Domina, mio compagno di Ginnasio e di …avventure, pieno di spirito e di iniziativa era il capo del nostro gruppo.
Frequentandone la famiglia ricordo Suo padre, bella figura: era Maresciallo dei Carabinieri in pensione.
Su quanto riportatosopra nel testo sui telefoni di allora quale proprietario di Albergo-Ristorante “Paradiso” mio papà era utente col numero 1-49, se ricordo bene, quindi effettivamente le cifre erano tre.
Da moltissimi anni io risiedo a Trieste ma con lui, che era a Milano, mi tenevo a contatto telefonicamente.
Più volte poi, in coincidenza con le nostre ferie estive, ci si incontrava ad Enna ove lui, attaccato com’era a quella città, aveva acquistato una abitazione.
incontrava ad Enna ove lui, attaccato com’era a quella città, aveva acquistato un’abitazione.
L’aver potuto io qui ricordare l’indimenticabile mio caro amico Umberto è stato un grande piacere e la commozione è tanta.
GRAZIE per avermene data la possibilità.
Grazie a lei, Angelo.
Nov 15
Dall’altra parte sono finalmente riuscito a pubblicare un piccolo saggio di Marco Scalabrino su Callimaco.
Finalmente per questi motivi.
Da questa parte l’attività langue.
Così, giusto per arricchire un po’ questo post, vi rimando alla rubrica che Stefano Amato tiene sul sito di Fernandel. S’intitola Apprendista libraio ed è giunta alla settima puntata.
Stefano Amato, siciliano di mare, vive a Siracusa e scrive. Ha pubblicato pure un romanzo che m’è parso interessante. Su paroledisicilia.it compare il suo racconto Grafite.
Infine, per Carla, un’ampia scelta.