Quasi l’avevo dimenticata
Quasi avevo dimenticato di conoscerla, ma quando l’ho trovata su Youtube le parole mi son tornate in mente tutte, compresa quella finale (che è “grattarsi”, decisamente inusuale per una canzone d’amore).
Una delle più struggenti canzoni di Guccini Francesco.
Per ascoltarla cliccare sul titolo
Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo…
O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi…
Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d’ azione o di parola,
volando come vola il tacchino…
Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d’ orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c’è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno…
Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell’ energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato…
Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri… coglioni!
Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale…
D’ altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d’ aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare… grattarsi!
16:40 - 18-5-2009
molto bella Mauro, anche se io di Guccini ricordo di più l’album: Radici.
lo sentiva mio fratello e io ne ero incantata…non ostante la malinconica scia…
in particolare, l’ultima frase della canzone: Incontro, mi è rimasta dentro…
‘E pensavo dondolato dal vagone: “Cara amica, il tempo prende e il tempo dà.
Noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa.
Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio, di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno.”
anche la Canzone dei dodici mesi è tra le mie preferite.

“Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio
in un tuo giorno, sotto al sole caldo ci sono nato io.
- ci sono nata io -
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro:
con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro.
06:27 - 23-5-2009
ma buon giorno!:-)
l’hai letto Narciso e Boccadoro nella tua…fanciullezza?
09:08 - 23-5-2009
l’ho comprato ma Hesse mi aveva già prostrato con Il lupo della steppa e Demian e non ho più trovato il coraggio di leggerlo
10:43 - 23-5-2009
Demian aveva sconvolto non poco anche me…
17:12 - 26-5-2009
uaaooouiaouiiiii!
ti ricordi il grido di Heidi dalla montagna?
:-)))
08:28 - 27-5-2009
Sì. E so pure cantare benissimo la sigla del cartone animato (con tanto di yodel)
17:06 - 29-5-2009
che bello mauro, domani è sabato!
WoW!:-)
sta arrivando giugno, è il mese che preferisco…
si può giocare nel cortile
09:55 - 31-5-2009
cosa pensi di uno dei più grandi scultori di tutti i tempi, caro Mauro…?
intanto, buona domenica!
16:59 - 4-6-2009
Mauro, sei già andato in vacanza?
va bene che tu saresti sempre in vacanza…
hai il lago, hai la montagna, hai il mare…
09:39 - 7-6-2009
ma dove sei….
09:55 - 11-6-2009
Carla,
hai un messaggio sul tuo blog.