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Dic 19

Oggi (o appena ieri) il curatore di questo blog è stato a Cesarò, refrigeratissimo paesino dei Nebrodi, a 1150 metri sul livello del mare, la cui origine si perde nella notte dei tempi (pare sia sorta in un’area abitata dai siculi) e che nel 1334 fu concesso in feudo a Cristoforo Colonna, detto Romano, eccelente medico di Messina nonché, credo, avo di Marco Antonio Colonna, condottiero a Lepanto e caduto in disgrazia anche per la tresca con donna Eufrosina Siragusa Valdaura baronessa del Miserendino, di cui hanno scritto Sciascia nel ‘69 e, più recentemente, Licia Cardillo Di Prima.
Scopo del viaggio: operazioni di protezione civile consistenti in attività in aula concluse da una simulazione di emergenza. Alcune decine di giovanissimi cesaroti hanno prevveduto, allo squillo lungo di campanella, a rannicchiarsi sotto i banchi durante un’ipotetica scossa sismica, e successivamente a uscire in buon ordine dalle aule per avviarsi alle porte di sicurezza.
Ma prima il curatore ha scoperto che il destino riserva spesso delle sorprese.Così sulla scrivania di una dirigente scolastica cordialissima ma dalla pettinatura inquietante, ha visto una copertina nota, corrispondente al libro di poesie che Margherita Rimi gli inviò tanto tempo fa, e che gli era anche piaciuto, ma del quale non si decise mai a scrivere nulla su paroledisicilia.it perché convinto di non capir niente di poesia e dei suoi collegati. Chiedo scusa all’autrice: le sue poesie sono belle (e qualcuno, per fortuna, ne ha scritto), ma io non sono bravo a recensire liriche; le avrei reso un pessimo servizio.
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Dic 13

Se ne è già parlato in un commento.

Di “Atlantide“, dico.

E anche de “La domenica delle salme“.

E poi un link per chi ama De André.

Dic 13

“Non pensavo che alla mia età il sangue potesse scoppiare le vene e il cuore scippato dal petto farsi tamburo e gli occhi fonti di gioia… so solamente che, in un amen, cieco divenni, loco, folle netto, da non avere ritegno a voltarmi mille e mille volte, non potendo gli occhi saziarsi di voi…”

“però Giovanna è stata la migliore,
faceva dei giochetti da impazzire. “

Idealmente, il prima e il dopo, oppure due modi opposti di dire l’amore.
La prima citazione da “Eufrosina”, di Licia Cardillo Di Prima.
La seconda (molto più famosa, direi), da “Niente da capire“, di Francesco De Gregori.

mauromirci.com